La Toscana, i dipinti di Raffaello e l’immortalità

Qualche giorno fa con mio figlio Matteo abbiamo fatto una ricerca per la scuola sui luoghi della Toscana. Come siamo soliti fare, abbiamo colto l’occasione per utilizzare quello che la tecnologia ci mette oggi a disposizione per rendere l’apprendimento più coinvolgente. Questo un estratto della sua ricerca, nella quale descrive questa sua esperienza.

“La Toscana è una regione ricca d’arte e meravigliosi paesaggi. Firenze è nota in tutto il mondo come culla dell’arte ed è proprio a Firenze che troviamo la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina di Palazzo Pitti, musei visitati ogni anno da oltre due milioni di visitatori. E chi non ha occasione di andarci di persona, può farlo anche on-line, grazie a Google, che ha creato una visita virtuale degli interni. E’ un esperienza molto interessante, perché in questo modo abbiamo la possibilità di studiare in modo divertente, esplorando la galleria proprio come se ci stessimo muovendo tra i corridoi e le stanze dei dipinti, e con la grande soddisfazione di non aver fatto la coda. Nelle varie stanze degli Uffizi abbiamo visto opere molto famose, come il Duca e la duchessa di Urbino di Piero della Francesca, la Primavera e la Nascita di Venere del Botticelli, la Madonna di Ognissanti di Giotto, il Tondo Doni di Michelangelo, la Madonna del Cardellino di Raffaello, oltre ad opere di Paolo Uccello, Filippo Lippi e Caravaggio. Nella Galleria Palatina invece abbiamo visto la Madonna della Seggiola, un dipinto che abbiamo appeso in camera, e che vedo sempre primo di addormentarmi. Il dipinto che mi ha colpito di più è stato la Madonna del Cardellino, dipinto da Raffaello Sanzio nel 1506. Mi ha colpito perché, al di là del significato religioso, rappresenta una donna e due bambini che giocano con un cardellino e mi è sembrato di vedere un po’ me e mio fratello. La mamma li sostiene e li abbraccia, mentre i due bambini giocano amorevolmente incrociando gli sguardi. Il volto della donna è molto dolce e così anche quello dei bambini. Oltre alle figure rappresentate, mi è piaciuta molto la scelta dei colori, esaltati dalla sala che li ospita, con le pareti rosse.”

Quello che pero’ ci ha colpito di più è stato leggere su Wikipedia che questo artista, talmente bravo da meritare il soprannome di “divino”, è vissuto solo 37 anni. Malgrado questa breve esistenza, ancora oggi, a distanza di 5 secoli, tutti lo ricordiamo e lo apprezziamo ancora per la bellezza e la dolcezza delle sue opere.

E ci ha fatto pensare che forse è proprio la bellezza delle cose che facciamo e la dolcezza che ci mettiamo nel farle che ci rende immortali.

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