Open data, gemelli e panchine

Avete mai sentito parlare di Open Data? Sapevate che in Italia dal dicembre 2012 un decreto legge ha imposto che i dati forniti dalla pubblica amministrazione debbano essere pubblicati in formato aperto, scaricabili e rielaborabili da tutti, in molti casi anche per fini commerciali?

La filosofia che ha portato a questa svolta è l’idea che, essendo pagati dai contribuenti, questi dati appartengano già di fatto alla comunità e debbano di conseguenza essere distribuiti liberamente a beneficio sia di altri enti pubblici che di aziende e singoli cittadini.

Un ottimo punto di partenza per conoscere i punti chiave di questa filosofia è il sito di Open Knowledge international, un network no-profit che ha come missione proprio il rendere accessibili a tutti i dati più importanti, che in qualche modo possano determinare la qualità della vita nelle comunità in cui viviamo.

Per i residenti in Milano, il portale di riferimento è

http://dati.comune.milano.it

Qualche esempio di dataset disponibile? Gli stranieri residenti per cittadinanza e genere, la localizzazione delle imprese culturali, le proiezioni del numero di famiglie per quartiere e municipio, la localizzazione delle strutture sportive, delle scuole, gli orari dei mezzi pubblici, etc…

Tutti i dati numerici possono essere scaricati in formato CSV e importati in Excel o in un database per poter poi essere eventualmente incrociati e rielaborati.

Se invece vi interessa la Lombardia il portale è il seguente:

https://www.dati.lombardia.it

e allo stesso modo sono disponibili i dati di altre città e altre regioni. E’ sufficiente cercare su Google “Open Data” seguito dalla città o dalla regione di interesse.

Alcuni siti privati mettono inoltre a disposizione la possibilità di visualizzare open data in forma di grafico, o localizzandoli su mappe. Si tratta in questo caso sia di dati provenienti dalle pubbliche amministrazioni italiane, che dati provenienti da altre organizzazioni “open” internazionali.

Ecco qualche curiosità emersa curiosando tra i dati disponibili:

  • il numero di bambini nati in un anno a Milano è sceso in modo costante dal 1979 al 2015, passando da circa 20.000 parti a poco più di 11.000. In compenso il numero di parti gemellari, in percentuale, è raddoppiato (dato elaborato da un dataset del settore statistica del comune di Milano). Ahimè,  non sappiamo nulla però del 2016!
  • secondo OpenStreetMap, una comunità internazionale di “mappatori” volontari, Genova è la città d’Italia con più panifici, panchine, lavanderie, scuole materne e molto altro … dati che suscitano un po’ di perplessità e una seria riflessione sull’importanza della fonte, in un’epoca in cui l’attendibilità di un’informazione viene confusa con il numero di volte in cui viene condivisa.

Qualche considerazione finale:

  • i dati disponibili sono sicuramente molto interessanti, sia come opportunità di business che per il loro valore sociale
  • si tratta di una fotografia del dato estratto dal database in una certa data, non il dato aggiornato in tempo reale
  • attenzione ad incrociare i dati di due diversi dataset perché i criteri di rilevazione potrebbero non essere omogenei
  • attenzione a consultare la licenza associata a ciascun dataset, per verificare in quali modi i dati possano essere sfruttati, al di là della semplice consultazione
  • fate sempre molta attenzione alle fonti: è evidente che un dato proveniente da un ente pubblico ha un’affidabilità maggiore rispetto al dato fornito da un’associazione di volontari, per quanto buone possano essere le intenzioni di chi lo produce.

 

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